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R&S, gara di investimenti: chi arriva ultimo?

Dati alla mano, aggiornati al 2013, provenienti dalla Banca Mondiale e dal OECD “Organisation for Economic Co-Operation and Development”, gli esperti hanno tirato le somme sul rapporto della spesa in Ricerca e Sviluppo sulla crescita del PIL, in un arco temporale che va dal 2000 al 2011.

Al primo posto con una crescita esponenziale velocissima troviamo Israele, che spende il 5% del PIL in investimenti per l’innovazione. Il velocista è seguito a ruota da Svezia e Finlandia (4,8% e 4,6%) e ancora USA, Svizzera e Germania intorno al 2,4-2,8%. Desta scalpore la situazione che interessa la maggior parte d’Europa tra cui Francia, Belgio e Paesi Bassi, che investono tra il 2 e il 3% in R&S.

Ultimo fanalino di coda l’Italia, che ha investito solo l’1.2%. Economisti, intellettuali ed imprenditori hanno fatto il punto su quelle che sono le proposte rivolte alla crescita: organizzare in maniera coerente le politiche della ricerca, dell’industria e del lavoro, con un programma nazionale di investimento nell’innovazione, che leghi la politica della ricerca, del lavoro, della formazione e dello sviluppo industriale.

La strada da percorrere per raggiungere gli obiettivi prefissati e le priorità è ancora lunga.